Grammenos Mastrojeni: «Le alterazioni climatiche portano guerre»

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«Possiamo crescere e svilupparci senza dimenticare che dobbiamo tutelare un obiettivo che si chiama equilibrio: senza equilibrio non c’è prevedibilità e senza prevedibilità non c’è organizzazione e non c’è crescita».

Esordisce così Grammenos Mastrojeni, autore del libro L’Arca di Noè introducendo la teoria in base alla quale le alterazioni climatiche possono essere un pericolo per la pace. Sono 80 infatti i conflitti censiti nel mondo aventi come concause il clima e i suoi cambiamenti. «Ogni volta che si altera un parametro dell’ambiente si altera anche la disponibilità e la localizzazione dei servizi che l’ambiente ci offre come acqua, fertilità del terreno. Questo meccanismo ha influito in maniera concreta in alcune situazioni che stiamo affrontando oggi come le ondate migratorie, come la destabilizzazione in Nordafrica».

Secondo Mastrojeni la crisi siriana, così come le primavere arabe, sono state precedute da quattro anni di siccità mai vista che, nella sola Siria, hanno portato oltre un milione e mezzo di persone a spostarsi dalle campagne in città.

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La Francia promuove inventari gas serra e carbon footprint

Lo spiega a wisesociety.it Jean Pierre Tabet, consigliere speciale per il clima di ADEME, illustrando il quadro cogente e volontario in essere in Francia per promuovere la diffusione degli inventari di gas ad effetto serra nelle organizzazioni e negli enti pubblici e la carbon footprint di prodotto. Il tutto supportato da strumenti e linee guida da parte dell’Agenzia per l’ambiente francese.

Mariagrazia Midulla: «Vogliamo l’accordo, ma non al ribasso»

La responsabile clima e energia del WWF Italia tra i delegati della COP20 di Lima, fa il punto sullo stato del negoziato ad un giorno dalla chiusura dei lavori. E all’inviato di wisesociety.it dichiara: «Un accordo serio è indispensabile per poter costruire il futuro patto sul clima a Parigi nel 2015. Nel frattempo è necessario intraprendere azioni concrete, a partire dalla riforma dei sussidi alle fonti energetiche, per diminuire le emissioni di CO2»

Un “vecchio esperto” di 23 anni

«Il negoziato alla Cop20 sta andando velocemente ma alcune questioni sono ancora da rivedere. Speriamo nei prossimi giorni», racconta a wisesociety.it Federico Brocchieri rappresentante dell’ONG Italian Climate Network.

Il 23enne esperto di environment e uno dei dieci giovani selezionati nel programma internazionale ”Adotta un negoziatore” per seguire la COP 20 di Lima, si sofferma anche sul tema della Loss & Demage, quel meccanismo di compensazione ideato per i paesi in via di sviluppo ai quali vengono erogati dei fondi per la prevenzione.

Cop20: sabbie mobili a Lima

Dopo l’ottimismo iniziale, con l’avvio della fase politica la COP20 perde la semplicità iniziale dei testi negoziali e attraversa una fase di proliferazione di proposte e opzioni.

Intanto negli incontri tecnici collaterali cresce il consenso sulla necessità di ridurre gli incentivi alle fonti fossili, in previsione della fuoriuscita dall’era del petrolio. Si tratta di una strada obbligata il cui unico elemento in discussione è la scadenza entro cui ciò dovrà avvenire.

COP20: l’Italia manca di poco il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto

«Siamo riusciti a far capire agli altri paesi quali sono le politiche di successo e quelle sulle quali ci sono ancora dei problemi». Si esprime così Domenico Gaudioso Responsabile dell’Area Clima e Energia di ISPRA al microfono dell’inviato di wisesociety.it dopo il suo intervento alla Conferenza ONU sul clima in corso a Lima.

La situazione dell’Italia, infatti, nonostante la crisi economica e grazie ad alcune politiche per l‘efficienza energetica e la produzione di fonti rinnovabili, è molto vicina al rispetto degli obiettivi del Protocollo di Kyoto. Bisogna tuttavia lavorare di più in alcuni settori come quello dei trasporti, quello residenziale e nei servizi dato che dal 1990 al 2012 le emissioni sono aumentate. Anche se, anche qui, qualcosa si sta facendo per invertire il trend.