“Ma è un altro passo in avanti”

AAA-Corriere Sera

Fondamentale il ruolo delle donne nel vertice sudafricano

«Quella di Durban è stata la più lunga COP di sempre», ha ricordato il portavoce dell’Unfccc John Hay alle 5.30 di domenica mattina, dopo 14 giorni di lavoro, con le ultime 20 ore senza interruzione. Anche questa volta, come a Cancun, è stata una COP delle donne, con il ruolo fondamentale della presidente Maite Nkoana-Mashabane, della segretaria esecutiva dell’Unfccc Christiana Figueres e della commissaria Ue del Clima, Connie Hedegaard.

Ben 36 le decisioni formali. Comprenderne tutte le conseguenze richiederà un’analisi approfondita per i singoli temi in discussione, ma è già possibile evidenziare i principali risultati. Il tavolo negoziale sugli impegni di riduzione delle emissioni a lungo termine, che include tutti i Paesi, è stato prolungato di un anno e dovrà dare risposte sugli impegni vincolanti di riduzione delle emissioni. Nello stesso ambito bisognerà definire il termine in cui raggiungere il picco globale delle emissioni, dopo il quale il pianeta intero dovrà iniziare a ridurre la quantità di gas serra emesse annualmente in atmosfera.

Fondamentale anche la decisione di rendere operativo il Green Climate Fund e il meccanismo per il trasferimento delle tecnologie entro il 2012. Importanti infine delle decisioni tecniche sulle linee guida per i Piani nazionali di adattamento, sul Fondo per i Paesi meno sviluppati, il programma di lavoro sulle perdite e i danni ambientali attribuibili ai cambiamenti climatici nei paesi più vulnerabili e le procedure per i progetti di cattura e stoccaggio di carbonio. Non è stato quindi un fallimento, ma un importante passo in avanti nella lenta azione globale contro i cambiamenti climatici.

Annunci