Con l’acqua alla gola

Libro_acqua gola

Giunti Editore – 2015

Il “global warming” è un’emergenza che coinvolge tutti. Ha stravolto l’equilibrio ecologico e sta compromettendo il rapporto tra uomo e ambiente.

Molti sono i responsabili di questa urgenza globale: gli scienziati negazionisti, i media che strillano false notizie, le lobby petrolifere, il fiasco delle politiche nazionali e internazionali, la scarsa educazione ambientale dei cittadini, la poderosa forza del mercato che impone una crescita economica senza freni.

Per affrontare sul serio l’emergenza climatica ci sono soluzioni efficaci e praticabili. Questo libro ci dice, con vigore polemico e solide argomentazioni, cosa occorre fare, subito, per consegnare un pianeta sano e vivibile alle generazioni future: implementare energie alternative ai combustibili fossili, stimolare nei cittadini pratiche sostenibili, non arrendersi al fatalismo, offrire risposte alternative al paradigma della crescita a ogni costo, promuovere economie a basso impatto ambientale, salvaguardare la biodiversità.

È una sfida che interessa tutti i paesi del mondo. È un impegno che riguarda ognuno di noi.

RECENSIONI

Wise Society: “ATTENZIONE SENZA DISFATTISMO – A fare il punto sul riscaldamento globale con grande attenzione, senza il disfattismo di alcuni, ma anche senza tralasciare di puntare il dito su chi ha le maggiori responsabilità sul fenomeno è lo stesso Pernigotti nel volume “Con l’acqua alla gola” edito da Giunti. Un titolo che lascia poco all’immaginazione. «L’equilibrio ecologico e idrogeologico è compromesso tra bombe d’acqua, alluvioni e allagamenti – spiega Pernigotti -. La terra è malata, i suoi abitanti non stanno troppo bene e il global warming sempre più spesso semina vittime in Italia e non solo».” 

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Carbon Footprint alla luce della nuova norma UNI ISO/TS 14067

Cover UNIEdizioni Ambiente – 2013

Scaricalo gratuitamente qui.

Con la pubblicazione a maggio 2013 della ISO/TS 14067 è finalmente disponibile un riferimento unico a livello mondiale per la Carbon Footprint di prodotto (CFP). Una forte tensione internazionale ha però portato alla pubblicazione del riferimento normativo come Specifica Tecnica, invece che come vero e proprio Standard internazionale.

Quali ragioni hanno portato a privilegiare questa scelta dopo 5 anni di lavoro?

Ciò comporta delle implicazioni particolari per i produttori e i consumatori?

Come cambiano a questo punto le opportunità di mercato per chi è intenzionato a sviluppare una CFP?

Quali scenari sono prospettabili per il prossimo futuro a livello nazionale e internazionale?

Il testo si propone di fare chiarezza su questi punti, riprendendo il filo lasciato in sospeso con la pubblicazione di “Carbon Footprint” (2011), quando i lavori per la ISO 14067 lasciavano solo intravedere i possibili percorsi di sviluppo dell’atteso standard internazionale.

RECENSIONI

Libero .. manca ancora un indirizzo chiaro e univoco sulla gestione delle modalità con cui condurre la comunicazione dei risultati della CFP verso il pubblico… Il testo descrive quindi le diverse modalità con cui è possibile comunicare la CFP, sia quando ci si rivolge ai clienti della propria filiera produttiva, sia quando ci si indirizza al grande bacino dei consumatori.”

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Carbon Footprint

Edizioni Ambiente – 2011

Circa il 25% delle emissioni mondiali di gas serra sono trasferite da un paese all’altro attraverso l’import e l’export delle merci.” (Carbon Trust, International Carbon Flows. Global flows, 2011)

Il 52% delle emissioni di CO2 francesi dipende dalle diverse fasi del ciclo di vita dei prodotti.” (ADEME, BioIS, 2003)

Il 72% dei cittadini europei è favorevole all’introduzione di un’etichetta obbligatoria sul contenuto di CO2 dei prodotti” (Studio, luglio 2009)

Oltre il 70% dei giapponesi si dichiara pronto a preferire l’acquisto di prodotti con bassi valori di CFP.” (Sondaggio a Eco-product Tokyo, 2009)

5.700 prodotti, in 19 paesi, hanno ottenuto l’etichetta di Carbon Trust.” (Carbon Trust Certification, 2011)

Quantificare e comunicare l’impronta climatica di un prodotto vuol dire aumentare la trasparenza sulle azioni che un’azienda compie per la gestione delle emissioni di gas serra legate all’intero ciclo di vita di un prodotto. Allo stesso tempo, la diffusione della CFP fa crescere la consapevolezza dei consumatori sulle conseguenze delle proprie scelte quotidiane. La CFP è un tassello fondamentale per facilitare l’inizio della terza grande rivoluzione industriale, quella verso un’economia a basso contenuto di carbonio.

RECENSIONI

Rai  (Ambiente Italia) Tutti i prodotti che usiamo nella vita quotidiana hanno un’impronta climatica. Per essere prodotti, trasportati o smaltiti, infatti, causano emissioni di gas serra… Adesso questa impronta climatica di prodotto verrà certificata.

SkyTg24  (Pomeriggio) “…ogni prodotto mette una propria impronta, come un piede, sulla terra…  quell’impronta è molto importante, rimane indelebile e non possiamo pensare di cancellarla.”

Il Sole 24 ORE  (nòva) …facendo anche indirettamente emergere l’importanza del ruolo del consumatore, aiutandolo ad avere comportamenti più virtuosi.

la Repubblica  (Venerdì) In Giappone la Carbon Footprint, cioè l’emissione di CO2 di cui è responsabile un prodotto, si trova già sulle etichette delle merci. In attesa che lo sia anche da noi, un libro ci aiuta nelle scelti. Verdi.

Radio 24 (30 minuti in cronaca) “...L’impronta del carbonio. In che modo cambia la nostra vita, magari inconsapevolmente, i mercati internazionali, la cultura dei consumi… un libro che si apre sull’economia e racconta alcuni casi emblematici.

Rai-Radio 3 (Radio3 Scienza)La consapevolezza si sta diffondendo dell’attenzione alla cosiddetta impronta climatica; quanta anidride carbonica è contenuta nei prodotti che acquistiamo, nelle scelte che facciamo, se prendere il treno, l’aereo, l’auto. Proprio di questo… vogliamo parlare con Daniele Pernigotti… autore di Carbon Footprint.

IL – Il Sole 24Ore … lo standard ISO 14067 aiuterà i consumatori a conoscere meglio la carbon footprint of product (CFP), l’impronta del carbonio di prodotto, misurando i gas serra e stabilendo come comunicare questi valori sugli scaffali dei supermercati

Class News (ClassMeteo Show) “...utile strumento di lavoro sia per il professionista e sia per chi vuole scoprire che cosa c’è dietro i singoli prodotti.

Terra “...Carbon Footprint di prodotto indica quanto inquina ciò che mettiamo nel carrello della spesa o impieghiamo nei luoghi di lavoro e ci guida a scegliere il prodotto con la minore impronta sul clima.

greenreport.itconcetto di impronta di carbonio (sul quale si sta procedendo alla realizzazione di un’apposita certificazione ISO, il cui processo è brillantemente illustrato nel bel libro di Daniele Pernigotti “Carbon Footprint” Edizioni Ambiente) che sta guidando aziende e consumatori…”

Il Giornale di Vicenza “...un’impronta di carbonio che ci dovrebbe insegnare ad acquistare prodotti responsabili di minori emissioni di gas serra… Necessaria la tracciabilità e le aziende si devono adeguare…

Il clima

D. Pernigotti

Il clima

Giunti 2011

Il clima del pianeta sta davvero cambiando?

Le attività umane sono in grado di influenzare tale cambiamento?

Su questi temi è vero che tra gli scienziati c’è ancora molto disaccordo?

Il cambiamento climatico è un problema futuro, o qualcosa che si sta verificando già ai nostri giorni?

Come si sta muovendo la politica internazionale su un tema così complesso?

…e cosa può fare ognuno di noi?

Non è facile per un/a ragazzo/a trovare risposte chiare a questi e molti altri quesiti sul cambiamento climatico, nonostante ciò sia uno dei temi principali del loro futuro.

Il libro è pensato per ragazzi/e dai 10 anni in sù, ma è utile anche agli adulti a digiuno di “clima”ed è corredato da molte immagini, tabelle, giochi-esperimento e box in grado di spiegare anche molte curiosità che ruotano attorno al cambiamento climatico.

RECENSIONI

Class News (Lombroso variabile) “...si rivolge in modo chiaro, semplice ed efficace ai ragazzi… va bene anche per le persone più avanti negli anni che vogliono approcciare il clima in modo semplice.

l’Unità “Tante domande, schede e giochi per capire meglio cosa ci aspetta in futuro: tutto nel bel libro di Daniele Pernigotti… Il libro è pensato per bambini a partire dai dieci anni, ma in realtà può andare bene anche per un lettore adulto che voglia sapere qualcosa di più su questo problema senza trovarsi invischiato in complicati tecnicismi.”

Radio Popolare (CrapaPelata) “… comportamenti virtuosi e buoni che questo libro vuole suggerire ai bambini…e virtuoso può essere anche allegro e divertente…”

WWF – Panda Junior Il clima è un vero manuale sul cambiamento climatico ed è dedicato alle nuove generazioni.”

Giornale di Vicenza “In capitoli chiari e ben costruiti, arricchiti con giochi illustrazioni e curiosità, Pernigotti conduce il giovane lettore alla scoperta dei misteri del clima spiegando com’è e come sarà il clima del pianeta.”

Telechiara Il Clima, ovvero come raccontare i cambiamenti climatici ai più piccoli.”

http://www.climalteranti.it “Un libro semplice… adatto ai ragazzi ma ricco anche di spunti e approfondimenti che non guastano pure agli adulti.”

Varese7press “… pensato per i ragazzi a partire dai 10 anni di età… rappresenta una lettura interessante anche per gli adulti,… con un linguaggio semplice, seppur tecnico, e tanti accorgimenti divertenti e simpatici che coinvolgono nella lettura.”